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Design Thinking Experience design

Il Design Thinking

Il termine “Design Thinking” è ormai entrato nel comune gergo progettuale ed è familiare a che realizza progetti che abbiano una componente innovativa incentrata sulla soddisfazione dei reali bisogni degli utenti. 

Quali sono i principi che definiscono questo approccio? Quando nasce? Quale è la sua storie e la sua evoluzione? E’ applicabile al mondo digitale? Come? Queste le domande che io per prima ho iniziato a farmi approcciando questa metodologia che sto tutt’ora studiando. 

Design thinking is a human-centered approach to innovation that draws from the designer’s toolkit to integrate the needs of people, the possibilities of technology, and the requirements for business success.

—TIM BROWN, EXECUTIVE CHAIR OF IDEO

Esistono infinite risorse in rete grazie alle quali è possibile approfondire a piacere il tema, qui ho sintetizzato i concetti a mio avviso maggiormente rilevanti:

  • Cosa è il Design Thinking?
  • Quando nasce il Design Thinking?
  • I principali framework del Design Thinking
  • Alcuni approfondimenti sul Design Thinking
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Experience design

Creare la “Next Normal” experience

Fino a qualche tempo fa le practice utilizzate nel mio campo di lavoro (l’experience design) erano un fermo punto di riferimento. Si partiva dai dati di comportamento presenti nello storico ed in tempo reale, dalle ricerche già realizzate, da studi di settore e da analisi sul campo.
Tutti questi insight contribuivano alla definizione del comportamento degli utenti, ad una definizione delle journey, alla individuazione dei pain points e dei desiderata per i quali proporre una soluzione.

E poi è arrivato il Covid-19 che ha completamente ribaltato tutto il mondo per come lo avevamo sempre vissuto ed esperito. Ha messo in discussione le nostre abitudini, quelle che si davano per scontate e consolidate, persino quelle più piccole del fare quotidiano.

Posso senza dubbio considerarmi da tempo digitalmente avanzata, smart worker, abituata ad effettuare acquisti online e madre di un nativo digitale. Eppure anche per me tutto è cambiato.
Tutto è stato scosso, si è ormai insinuata una finta nuova normalità, che definirei più “una abitudine a questo stato di limbo” in cui non ho la certezza di cosa sarà, di come cambierà il futuro quotidiano. Questo senso di incertezza non mi permette di immaginare un piano di vita che vada oltre la settimana. Banalmente non riesco a pensare nel lungo periodo. E il dubbio di cosa capiterà da gennaio è sempre presente. Ci saranno altre ondate? Funzionerà il vaccino? Come rivedrò il mio futuro lavorativo?
– me-